Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, dalla Regione risorse per oltre 4 milioni di euro, oltre 240mila per centri antiviolenza e case rifugio di Imola. Castellari: «Contrastare la violenza sulle donne è un imperativo urgente per tutti»

In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, la Regione Emilia-Romagna ribadisce il proprio impegno concreto e istituzionale nella prevenzione di questa gravissima piaga sociale.
Nel 2025 la Regione ha stanziato risorse per oltre 4 milioni di euro per il funzionamento dei 23 centri antiviolenza e delle 56 case rifugio attive sul territorio regionale, oltre alla realizzazione di nuovi centri antiviolenza e per attivare azioni di prevenzione primaria alla violenza di genere rivolte alle giovani generazioni in ogni ambito: educativo, scolastico, culturale, sportivo e aggregativo. «La violenza di genere, in tutte le sue forme, rappresenta una violazione inaccettabile dei diritti umani e un attacco alla dignità e alla libertà delle donne, che richiede una risposta assolutamente ferma e coordinata da parte di tutti i cittadini, delle istituzioni e della società nel suo complesso».
In particolare, per la realtà territoriale di Imola, i fondi sono suddivisi in più di 98mila euro per i due centri antiviolenza in città e oltre 141mila per le 6 case rifugio, per un totale di 240mila euro. Queste risorse consentiranno di garantire una maggiore continuità delle attività, ampliare l’accessibilità dei servizi e rafforzare le azioni di accompagnamento nei percorsi di uscita dalla violenza, anche attraverso il lavoro in rete con il sistema sociale, educativo e sanitario.
«La lotta alla violenza sulle donne è una responsabilità che coinvolge istituzioni, associazioni e l’intera comunità – sottolinea Fabrizio Castellari, consigliere regionale del nuovo Circondario Imolese –. Per questo ringrazio tutte le operatrici e gli operatori impegnati quotidianamente nella presa in carico, nell’ascolto e nella protezione delle donne. Solo con il lavoro collettivo, con un sostegno concreto ai centri antiviolenza e alle case rifugio e con una condanna netta e senza appello di ogni forma di violenza sarà possibile tessere le basi di una società più giusta, sicura e capace di garantire pari diritti e pari opportunità».
