Imola, sicurezza idraulica: ecco gli interventi sul Santerno. Rafforzamento argini, risezionamento dell’alveo e riqualificazione del parco fluviale, poi toccherà alla cassa di laminazione
Castellari: «Sicurezza idraulica e la tutela ambientale possono procedere insieme, avanti su questa strada»

Quella che sta avvenendo a Imola, a partire dal progetto presentato ieri sera ai cittadini, è una delle operazioni più importanti per la mitigazione del rischio idraulico lungo il fiume Santerno. Il piano si inserisce in una più ampia strategia regionale di difesa idraulica lungo tutto il corso del Santerno, che attraversa i territori di Imola, Bagnara di Romagna, Lugo, Massa Lombarda, Sant’Agata sul Santerno e Alfonsine.
Il programma prevede la cassa di laminazione a valle di Imola, il rafforzamento del sistema arginale lungo il tratto di pianura, la manutenzione straordinaria e il ripristino delle golene tra Imola e Alfonsine e la realizzazione di aree di espansione controllata a monte della città.
Nel complesso, lungo l’asta del Santerno la Regione ha già realizzato lavori per oltre 25 milioni di euro, in gran parte dedicati al rafforzamento degli argini e alla ricostruzione delle golene tra Mordano, Bagnara, Lugo, Massa Lombarda e Sant’Agata sul Santerno.
«Il lavoro portato avanti dalla Regione dimostra che la sicurezza idraulica e la tutela ambientale possono procedere insieme – dichiara Fabrizio Castellari, Consigliere Regionale del Nuovo Circondario Imolese –. Il Santerno è anche un elemento identitario per la nostra comunità e gli interventi in corso, dalla cassa di laminazione a valle fino al risezionamento dell’alveo urbano, rappresentano una risposta concreta e strutturale dopo le difficoltà vissute con le alluvioni del 2023».
Ai lavori della Regione si affiancano quelli della Giunta comunale di Imola, che ha avviato un piano di sicurezza idraulica a seguito delle alluvioni del maggio e novembre 2023, che causarono allagamenti nelle zone Campanella, Colombarina e nell’area dell’Autodromo.
La soluzione scelta prevede il risezionamento dell’alveo e delle golene nel tratto compreso tra il ponte di viale Dante e gli orti comunali. L’intervento comporterà la pulizia e l’allargamento delle golene, l’abbassamento del piano di scorrimento dell’acqua, la ricostruzione degli scarichi fognari con valvole di non ritorno e la realizzazione di scogliere nei punti soggetti a maggiore erosione. Parallelamente, è prevista la riqualificazione del parco fluviale con la piantumazione di 459 nuovi alberi e 55 arbusti, a fronte di abbattimenti necessari per le opere. Complessivamente saranno movimentati quasi 200mila metri cubi di terre e materiali. Senza dimenticare la prossima realizzazione del nuovo Ponte della Tosa.
«È fondamentale continuare su questa strada, unendo risorse e competenze tra enti locali, Regione e Governo, per garantire un fiume più sicuro e un ambiente più resiliente», conclude Castellari.
